Steve Jobs, Steve Jobs Canaglia...
Nonostante il Buon Nik mi abbia fatto aprire gli occhi alle logiche di mercato, e nonostante probabilmente mi piegherò a tali logiche per ottenere l'iPhone, pubblico volentieri uno sfogo - scritto a caldo - sul prezzo dell'iPhone, che da 123 euro circa ha raggiunto i 499. Vero è che probabilmente mi è sfuggita la "chiave interpretativa" delle parole del patron della Apple, ma il sospetto che tale misunderstanding sia stato creato ad arte non mi abbandona, nonostante su CRAK! abbia pubblicato un articolo più "In Linea" con la chiave interpretativa di cui sopra. Buona lettura.
Tempo fa, sul blog di CRAK! (ora decisamente in deficit di mantenimento), pubblicammo QUESTO POST, in cui si sottoponeva ai lettori il quesito amletico: "Apple è di Destra o di Sinistra?" La presentazione dell'iPhone era ancora al di là da venire, e la questione sembrava difficile da dirimere, ma la sensazione di trovarsi di fronte a facile Veltronismo covava, eccome. Poi è avvenuta la conferenza di Jobs, in cui annunciava la messa in commercio dell’iPhone 3G a 199$ in tutto il mondo; incredibilmente, molti “applisti” non hanno avuto nemmeno un dubbio sulla veridicità delle sue parole: su di essi la mela esercita un fascino molto forte, quasi feticistico. Tecnicamente questo genere di prodotti appartiene ai “Beni di consumo emozionale”; con “emozionale” crediamo si faccia riferimento alla bavetta Homeriana che insorge mentre – per esempio - si scorre la ghiera dell’iPod, constatandone contemporaneamente l’incredibile precisione e la soavità della superficie. Insomma, parliamo di materia di aggancio per fregnoni, giustificabili (o quasi) in quanto esposti ad un mondo bislacco: quello dove vendono prodotti di ogni genere per nascondere l’alito cattivo, e contemporaneamente stressa con ritmi inumani, peggiorando quell’acidità di stomaco, causa prima dell’alito cattivo. Come è chiaro, in queste righe si parla di promesse non mantenute. Ora, dopo le elezioni, si avvicina anche l’11 luglio, giorno in cui uscirà l’iPod, in 70 paesi del mondo. Del prezzo di 199$ non c’è traccia da nessuna parte. Per carità, i motivi sono evidenti: l’equilibrio di mercato sopra tutto; Nokia si sta rilanciando, sarà bene dargli un po’ di tempo, onde evitare di mandare a casa tutti i suoi operai e altre – giuste – amenità. Il fatto è che molti avevano fatto la bocca all’iPhone, e moltissimi non potranno comprarlo a causa del prezzo alto (ricordiamo che Vodafone e TIM lo propongono a 499€ per l’8 giga e 569€ per il 16 per le tessere prepagate, mentre si può risparmiare sottoscrivendo abbonamenti, ma non si arriva mai ai 126 euro, propagandati a gran voce dal Patron della Apple in persona). Insomma, l’11 luglio si avvicina a grandi falcate, ma molti non lo aspettano più come prima. A meno di non avere un amico negli Stati Uniti – dove ci si aspetta un comportamento diverso da parte dei distributori. Lì le associazioni di consumatori contano qualcosa. Qui contano i cartelli.
Elezioni 2008 - Decidi tu. Nel senso che io non conto un cazzo.
Durante il passaggio dello schiacciasassi elettorale sopra le mie povere parti molli, accendo una sigaretta che fa ridere, aspettando che gli uomini rana del governo entrino attraverso la mia finestra per farmela spegnere. Almeno, questa è la percezione che ho avuto della mia libertà individuale per un secondo, il tempo di una visione apocalittica.
Assisto, basito, al capolavoro di Veltroni. Sinistra azzerata nell'arco costituzionale, la Lega che raddoppia i suoi consensi. Bipartitismo decollato, ma riforme costituzionali in mano alle destre; su tutto, un forte odore di Inciucio. Trovo lo scenario preoccupante. Posto che il 2008 segna la fine del lacismo in politica - ma non è una notizia - trovo preoccupante la fuoriuscita dal parlamento di ogni forma di dissenso civile: il rischio è quello di creare un pastone indefinito e non rappresentato che vede frequentatori di Centri Sociali con tranquilli padri di famiglia di ispirazione laica, tutti identificati come "Comunisti".
In questo Walter ha fatto il gioco del Berlusca. Tanto ha detto e tanto ha fatto, lo Psiconano,che alla fine è riuscito in un intento che sembrava risibile: cacciare i comunisti dalla rappresentanza istituzionale. A Veltroni va dato atto di aver operato una scelta epocale, storica, di cui avrà le responsabilità, nel bene e nel male. Ha purgato la sinistra, rimandandola alla politica locale, dove resisterà, perché nelle forme di democrazia diretta è sempre molto forte; ha reciso i legami della sinistra istituzionale con un passato "comunista italiano", retaggio di grande specificità e tradizione, ma forse troppo complicato da spiegare in TV; ha di fatto rilanciato l'Atlantismo, molto più di quanto Berlusconi avesse fatto durante il suo governo, appiattendosi sulle posizioni americane: Veltroni ha direttamente importato il modello partecipativo americano, trapiantandolo sul nostro territorio. Insomma, un capolavoro di comunicazione e di realpolitik - e lo dico senza ironia. Quella mi viene su quando penso che era proprio ciò che desiderava Berlusconi. Gli si è dato ragione: effettivamente era l'unica strada che non si era mai provata, un po' per dignità, un po' per paura. Ora Veltroni ha passato la mano, e contemporaneamente si è passati dalle mani di poker alla Telesina. Che il piatto si rimpingui?
Questo Post è pubblicato anche su SezioneAurea II (On Splinder)
Eletsioni aa' romana
Buongiorno, mondo. Ritorno a scrivere due righe, alla vigilia di elezioni che mi vedranno - come al solito - impegnato in una solipsistica lotta contro i mulini a vento, condita da quella certezza di non vincere che tanto mi rilassa. Al Senato voterò per l'alleanza democratica (ma credo che darò il voto all'IdV, nonostante il personaggio Di Pietro sia molto lontano da me per estrazione, senso politico e personalità); Appoggerò il PD - anche se forse solo esternamente - per le note vicende, già nell'aria da qualche tempo, ma esternate giovedi da Concita di Gregorio su Repubblica; vicende che eleggono il Lazio come spartiacque per la maggioranza al Senato. Il Lazio è in bilico, e due maggioranze diverse alle due camere potrebbero riportare a nuove elezioni, che sono il mio incosciente e personalissimo obiettivo. Per quanto riguarda il voto alla camera, lo manterrò segreto, onde evitare facili piaggerie. Non sarà per il PD, e non sarà nemmeno per un qualsiasi partito comunista (sia la Sinistra Arcobaleno, sia la Sinistra Critica, sia il Partito Comunista dei Lavoratori); A Destra non mi vedranno manco col binocolo, ovviamente. Che dirvi? Questo: "Non voterò tappandomi il naso, ma aprendo gli occhi". Buona Democrazia a tutti. P.S: Non essendo residente nel Comune di Roma - anche se ivi domiciliato - non sarò costretto a votare Rutelli! Questo è bene.





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