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Meditabondando...

di Hagi (03/01/2008 - 12:34)

Dunque, si chiamava Ventidio. Non me lo dimenticherò mai. Non l'avevo mai visto prima, e non l'avrei mai più visto dopo quella volta. All'epoca aveva un'età indefinibile dai 55 ai settant'anni; pizzetto luciferino, alla Burgess Meredith - però canuto- occhi piccoli e agili, di quelli che mantengono una luce fissa anche quando si muovono, non si sa se alla ricerca di qualcosa, o per mettere a fuoco qualcosa di visibile solo a loro. Ero lì, a casa sua, con Piccinini e non mi ricordo chi altro. Sarà stato il '94. Prese una fotografia notturna, e me la fece vedere. Bella: era una skyline notturna che raffigurava un ponte (mi pare americano) illuminato da lampioni, con macchine che passavano, ovviamente coi fari accesi.
"L'occhio umano è vincolato al funzionamento del cervello e del sistema nervoso, centrale e periferico.  Noi vediamo le cose con degli organi (gli occhi) che dialogano con il sistema nervoso mediante impulsi elettrici. Questo fa si che il movimento ci appaia in un modo quale in realtà non è. L'elettricità non ha andamento costante, ha segnale intermittente." Poi prese un'altra fotografia, dello stesso ponte (riconoscibile dai lampioni, fissi). Quest'ultima era stata scattata con l'otturatore aperto per molto tempo. Il risultato era, ovviamente, una striscia continua di luce lungo il ponte.
"Questo è ciò che vedremmo, se i nostri organi non avessero i limiti che hanno".
Poi prese da una scrivania zeppa di simboli esoterici che non riesco a mettere a fuoco nella memoria, un visionatore di fotografie stereoscopiche, ce ne spiegò l'utilizzo e il principio di inganno visivo su cui si basava.
L'ho sognato, Ventidio, dopo aver visto in televisione uno speciale su Gustavo Adolfo Rol. Al di là delle sue capacità. Al di là degli "Esperimenti" che faceva. Al di là del "Potere" che aveva (o diceva di avere) mutuato da una scoperta inerente "il colore verde, la quinta musicale e il calore". Al di là di tutto questo, è il concetto di "Spirito Intelligente" che mi ha marchiato a fuoco. Una forma di energia, un piano cognitivo che va al di là della fisica sperimentale (che riesce, per sua stessa ammissione, ad analizzare e spiegare il 5% di ciò che osserva); al di là della fisica classica, dell'orizzonte sensibile. Un piano alternativo, permeato da forme di energia che ho la netta sensazione di percepire quando suono, ma anche quando vedo i colori delle persone cambiare, oppure quando guido la moto perso in altri lidi che non sono la strada. Forme di energia che altre persone leggono nell'arte, e che altre ascoltano in voci udibili solo da loro. Pazzi o ricettivi?
Un mare di intuizioni, alcune indotte, altre giunte da chissà dove, mi porta a ricercare un piano diverso delle cose da tutta la mia vita: Non la ricerca del "dopo", quanto piuttosto una riconsiderazione dello spazio-tempo. Poi mi viene un dubbio: cosa anima la mia ricerca? A volte mi sembra un'ottica conservativa: la volontà di cercare di salvare questo povero pianeta da uno sfruttamento scriteriato. Ma poi, subito dopo, mi domando se è giusto. Ho paura. L'allargamento della conoscenza ha sempre portato il male dell'Anima Mundi - l'unica cosa che mi sta a cuore-  in cambio di un benessere umano autoriferito, disincarnato. Ha regalato l'equazione "Distruzione-Progresso-Benessere", e questo mi sembra un principio autolesionistico. La scoperta di terre lontane ha portato solo al loro ineluttabile e insensato sfruttamento. Il cambio di mentalità occorso nel genere umano durante il suo sviluppo (la cui intera storia, dall'addomesticamento del fuoco allo Shuttle - lo ricordo in forma divulgativa - sta alla storia del mondo come l'ultimo secondo del 31 dicembre sta ad un ipotetico anno solare) ha scaturito solo intenti predatorii. Ecco un papabile perché della scelta esoterica. Ora la meccanica quantistica socchiude una porta scientifica a ciò che - fino ad oggi - era confinato in orbite fideistiche o "irrazionali". La coscienza è argomentabile con i calcoli quantici. Non mi piace. Ho come l'impressione che la lente della scienza sia tarata sulle meschinità umane e sensibili: temo che l'addomesticamento dello spirito scientifico da parte delle logiche di sfruttamento possa svellere l'ultima speranza cui il genere umano - inteso nella sua accezione più ampia e nobile, quella dello "Spiritus Mundi" possa ancora aggrapparsi.

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