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Fraternizzare in Barbagia

di Hagi (20/01/2008 - 13:54)

In quel di Cagliari, a casa del caro amico Found (e Pier) trovo finalmente il tempo - nonché la lucidità - per buttare giù due righe sulla settimana invernale trascorsa in Sarrigna.
Dopo il CapoSardo del 2007 (non mi ha portato un'annata geniale, in verità, ma lo ricordo con grande piacere e serenità) la scaramanzia mi ha portato a trovare un'altra occasione per vivere l'Isola d'inverno. Vorrei farlo sempre, perché andare in Sardegna d'inverno la svela senza la tara dei turisti e degli appassionati del mare,  non della terra. La festa di S.Antonio ha rappresentato un ponte ideale tra me e l'asperità che cercavo (e che ho puntualmente trovato). I fuochi alti due metri mangiano radici, in una fusione elementale tra terra e fuoco che nemmeno la pioggia a secchiate riesce a placare. Nel paese senza nome (in verità ce l'ha, ma è una cosa tra gli abitanti del posto e me) ho trovato rispetto, amicizia, fraternizzazione. Poi molto Cannonau casareccio. E Formaggi, e salumi, e porchi arrostiti e formaggi al forno e pane Carasau.
Un'ospitalità che mi ha quasi messo in imbarazzo. In altri posti che non fossero la Sardegna ne avrei diffidato, ma qui tutto ha un metro chiaro, ed è la Balentìa. Una volta compresa, tutto rimane più semplice. Su un muro ho visto scritta questa frase: "Balentìa significa essere consci di essere un popolo oppresso". Sicuramente una parte di verità, ma non tutta. Di sicuro, il senso di appartenenza di un popolo coeso dalla resistenza rende benissimo il "motore immobile" della balentia: essere balentes significa avere una certa luce negli occhi; per essere più precisi dietro agli occhi; O la si vede, oppure no. E io - per qualche motivo - la riesco a vedere. E mi piace, da morire. Mi protegge e responsabilizza allo stesso tempo. Mi rende desideroso di partecipare tutto il mio essere, mettendolo a disposizione di una collettività pronta a riconoscerlo e a farne tesoro, pretendendo e aspettandosi che accada anche il contrario. Tornerò in Barbagia presto: è in posti come quello che un uomo si ricorda di essere un uomo.

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