Paradisi Artificiosi
Caro Etere,
Ieri, di fronte all'ultimo sublime canto del Paradiso letto stupendamente da Benigni, mi sono visto nel bel mezzo dello Spirito Santo. E' stata un'esperienza particolare, di quelle che ti cambiano dentro, senza l'apporto di fattori esterni. Immagina una sinapsi violenta, che passa per "quella strada" solo una volta, cambiando per sempre il tuo modo di ragionare, avvenuta davanti alla TV della tua solita cucina, mentre sei con un piede fuori casa, con giaccone e guanti indossati già da cinque minuti. Immagina di essere completamente avvolto dalla densità concettuale della poesia, che arriva a farti percepire Dio, e il senso di tutte le cose. Immaginati fluttuante nell'amniosi del tuo essere, improvvisamente sottratto all'ordine del divenire; immaginati anelito eterno fra l'essendo e il divenuto. Immaginati in un presente Agostiniano. Poi ti trovi davanti a uno specchio. Riflette il tuo essere, ma restituisce l'immagine di una donna bellissima. E il presente si dilata, respirando l'aria fresca di un incontro che non ci puoi credere, non può essere così.
L'Amor che mòve il sole e l'altre stelle
-"Si, può essere, invece. Può essere eccome!"
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