Capi D'Anno
Il 18 dicembre scatta puntuale la riflessione sul senso del capodanno. In genere essa passa attraverso la valutazione dei 31 dicembre passati, in special modo l'ultimo, che consentono un bilancio, un'idea.
Ecco qui qualche esempio di progetto di capodanno. A cura dello Zio coi Baffi.
a) -A Capodanno vojo scopà-
Ti ritrovi il 31 notte in un posto talmente romantico che non ci credi, con la ragazza che ti è sempre piaciuta, nonostante tra voi sia finita da un bel po'. Lei sta con qualcuno che non vuole nominare, piange stringendosi a te, e mentre fuori i botti ricordano a tutto il mondo che giorno e ora sono, tu non riesci a circoscrivere quell'allucinante mal di testa, dovuto al Paté e a quel bianco francese lievemente muffato che da gioia del tuo palato è divenuto disastro della ua libido. Vomiti abbracciando la tazza del cesso, e quando torni nella stanza da letto lei dorme, mentre per te è troppo tardi per andare da un'altra parte, ma troppo presto per andare a dormire. Ti rivolterai nel letto come una salamandra tra le fiamme. riuscirai a dormire per un paio d'ore, per svegliarti con la notizia della morte di Giorgio Gaber.
b) -A Capodanno vojo sta' con gli amici e sgravare-
La domanda è: perché c'è gente che ti si ricorda come un panda strafatto mentre leggi "Io Pippo" a casa a Fregene di un tuo caro amico? Tu non te lo ricordi, e quello che ti è rimasto in mente lo vuoi dimenticare, ma non puoi.
c) -A Capodanno me ne voglio stare tranquillo, senza azioni eclatanti-
La cena con pochi amici, non tanto intimi da essere "di famiglia", ma sufficientemente vicini dal rendere inutili certe convenzioni. Il progetto è quello di una bella cena, qualche grande bottiglia, buona qualità da fumare e nient'altro di psicotropo. Al limite un film. A distanza di sei mesi, ti interroghi sul tuo ultimo capodanno, e non ricordi cosa hai fatto. Meno male che c'è la Moleskine!
d) -A Capodanno me ne voglio stare in famiglia-
Non esce sulla ruota di Via Nicotera dal 1989;
e) -A Capodanno non festeggio, faccio come se fosse un giorno normale-
Con sotto i pantaloni del pigiama di cotone azzurrino e dal taglio un po' largo, e sopra una canotta anni settanta, di quelle bianche a costine, ostenti al mondo (che non ti può vedere) un paio di ciabatte marroni, orrende. Tu le hai sempre odiate, ma ora sei concentrato sulla loro comodità. La Tv ti regala un Pippo Baudo che fa il conto alla rovescia. Cambi canale, ma non c'è un cazzo. Alle due di notte snoccioli tutti i nomi dell'agendina come Verdone su Un Sacco Bello, ma i cellulari non prendono. E tu un po' lo sapevi. Ti vesti, esci per andare in Centro, e comincia il tuo viaggio supponente nel mondo dell'Etologia sociale. Ti sveglierai in una camera di S. Lorenzo, su un materasso matrimoniale posato su cassette del mercato, accanto ad una Calabrese di 85 chili. E piangerai, Dio, se piangerai....
f) -A Capodanno me ne vado a Parigi/Londra/Amsterdam/Barcellona/Praga;
Abortito.
In conclusione, dire che Capodanno è un giorno come un altro assomiglia da vicino al concetto Zemaniano di Derby. Della serie, anche i maestri qualche stecca, ogni tanto, la prendono. Il problema è il relazionarsi correttamente al concetto di Fine/Principio. E' un funerale che gioca accanto ad un battesimo.
Un Bel DVD. Ecco cosa manca.
Diventerebbe il punto G.
Vi rendete conto?
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