Storia di un amore mai nato, ma che sarebbe durato poco, comunque.
La ragazza piange, disperata, il suo vuoto esistenziale. Lacrima la sua paura di solitudine, la sua ansia di ricerca frustrata. L'amica le tiene la mano, gli occhi umidi, e le ripete:
-"Adesso passa. Ora passa tutto. Sfogati, Bianca, sfogati."
Mattia, un piccolo ometto di mezza età, con calvizie incipiente e massa grassa un po' in eccesso ne coglie lo sguardo disperato.
-"Perdonami", le dice.
La ragazza lo guarda fisso, e sembra riacquisire vitalità di sguardo.
-"sparisci", gli sibila.
Lui tenta di fermarla, prendendola per un braccio. Lei monta in un disgusto incontenibile, viene scossa da violenti conati di vomito. Si divincola, gli occhi ancora umidi, digrignando i denti. Le fa orrore. E lui la implora, con gli angoli della bocca bianchi di schiuma lacrimosa. La stretta di lui è disperata, fuori controllo. Fuori controllo come lei.
Bianca si asciuga le lacrime, rivivendo altri episodi della sua vita, diversi da quelli che l'avevano fatta rompere nel pianto. Il bel viso si ridistende, e gli occhi grigi riacquistano il fuoco. Il coglione si è immolato, buon per lei. Gli ha passato la patata bollente, ma non era la patata che voleva lui.
Ora Bianca ride, pensando alla faccia che farà l'amico del cuore quando saprà cosa le è accaduto. E' Mattia che piange, talmente obnubilato dal suo egoismo da non rendersi conto di aver perpetrato la prova d'amore ultima: quella di prendersi sulle proprie spalle il dolore di chi ami. E pensare che c'è gente che ci prova una vita senza riuscirci.
Che mondo ingrato.
No?
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