Visione del silenzio, angolo vuoto
Pagina senza parole
Una lettera scritta sopra
un viso di pietra
e vapore
Amore,
Inutile finestra
(C. Veloso, Michelangelo Antonioni)
Caro etere, entità polverizzata in bit, intelligenza egoistico-collettiva,
Mi fa piacee scriverti con cognizione, qualche volta. In una lettera il destinatario è importante quanto il mittente. E oggi scrivo a te, destinatario parcellizzato, curioso, guardone, timido. Ti informo sull'andamento della mia vita. Ti parlo del maggiolone rosso, mio, atavico, distintivo. Di quanto oggi, guidandolo, sia tornato indietro negli anni, sognando una lametta da barba, limite ultimo tra sesso e i nascondini di venticinque anni fa. Ti scrivo di una donna bambina, che conosce la serenità.
Ti racconto di una catastrofe nucleare vissuta con latte in polvere e giochi nei prati. Della vita che cammina verso la fine, a volte zoppa, altre di corsa, più spesso a testa bassa. Di come le partite a pallone nel cielo terso di Roma, nel 1986, abbiano accorciato le nostre vite, e di quanto non ce ne importi niente.
Caro Etere, che questo visionario découpage possa riagglomerarti in qualcosa di caldo, denso e primordiale.
Amo ogni parte di te.
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