surfing on the pain
Ciao.
La mail te la scrivo per l’immediatezza del mezzo, in una giornata – quella del primo maggio – che è uggiosa, triste e carica di “malaonda”, così come ho sentito definire la cattiva energia.
Ti ho mandato, dalla macchina, un SMS in cui scrivevo un laconico “Mi dispiace, piccola”, ovviamente riferito alla discussione che si è avuta ieri. Ineriva (te lo rammento qualora dovessi scaricare questa e-mail tra due mesi) la mia tristezza mostrata alla notizia che tu saresti andata via, in Francia. Da lui.
Ovviamente, ci ho riflettuto molto, nella notte (lunga), e durante la giornata (uggiosa).
Non sono state riflessioni serene, non mi sono rallegrato, e non ho ridimensionato il mio dolore, che purtroppo, cresce.
Ma non è una questione di cui ti rendo responsabile, nella mia mente. Quindi, ti prego, non prendere queste righe come un’accusa o uno sfogo cattivo.
La causa di tutto ciò è che ho realizzato un’altra volta, l’ennesima volta, che sarà sempre impossibile avere un qualsiasi rapporto con te.
E questo mi brucia in una maniera indescrivibile, perché ci ho provato. Ho provato a non pensarti come terminale del mio amore. Come oggetto di desiderio. Ho provato a prendere quelle cose che hai nel tuo carattere, e che sono bellissime, ho provato ad attingere dal tuo meraviglioso mondo interiore, a disquisire con te di tutte quelle cose che piacciono a entrambi. Ho provato a discernere la sfera amorosa, a vederti come un’amica, sincera e affezionata. E per un certo periodo ho avuto l’illusione di riuscire a “riconfigurarti” nella mia mente. Ho passato momenti bellissimi, come sempre, altri momenti “senza pretese”, ma sereni e piacevoli.
Per un certo periodo ho creduto che tutto ciò fosse possibile. Sinceramente, credimi.
Ma poi, eccolo, il demone. La gelosia.
Io sono geloso di te. E questo non ha giustificazione formale, quindi è inutile discuterlo logicamente. La base è maledetta, irrazionale, sfuggente ed emotiva.
Ti ho immaginata curiosa e affascinata di cose che sento di darti da sempre, ma che evidentemente sono solo nella mia testa.
Ti ho immaginata rasserenata dalle nostre serate tra le braccia di un altro uomo.
E ho immaginato me stesso lì, ad accudirti quando necessario e a scomparire quando opportuno.
Quest’ultima cosa l’ho vista mosso da un amore che non ho mai saputo spiegarti, che per qualche ragione sento divino, tanto è più forte di me.
Nemmeno il tempo di coccolarti nella mia mente….Arriva il fratello della gelosia. L’egoismo.
Ti amo ora, come ti ho sempre amata, e come ti amerò sempre. Ma credo che non ti avrò mai. Ti ho avuta, ma non ricapiterà. Ti sento ancora lontana lontana, mia adorata, e da anni ti sento sempre alla stessa distanza. Siderale.
Sento il tuo affetto, e sento che tu percepisci il mio come qualcosa di indefinito, un qualcosa che a tratti è bellissimo e a tratti è soffocante, freno alla tua sacrosanta libertà.
Mi piacerebbe, davvero, poter fare qualcosa per cambiarmi, per convogliare questo maledetto fuoco in qualcosa di più tiepido, più utile per tutti e due, ma non c’è niente da fare. Ci ho provato, amore mio, te lo giuro. Ma non ce l’ho fatta.
Ieri parlavo con un mio amico a proposito del concetto di lotta. Lo sai perché mi conosci, io non mi tiro mai indietro da una lotta. Ma sai anche che lo faccio perché mi piace vincere.
Non mi piace lottare senza motivo, ci vuole la posta, in ballo. Se poi devo perdere, soffro come un cavallo alla carrozza, ma c’è anche la sconfitta, nel concetto di lotta.
Quello che non ci può essere nell’ottica di una persona dotata di un minimo di sensatezza, è la lotta eterna, fine a sé stessa, senza vittoria né sconfitta.
Ci abbiamo provato. La lotta è finita. Ma io ti amo comunque, piccolo raggio di sole.
Ti auguro tutto il bene del mondo, e lo auguro anche a me. Ce lo meritiamo, secondo me. Ma, almeno per me, senza di te, la mia vita sarà sempre una vita a metà. E anche se ti ho scritto “ti amo” forse troppe volte.
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...Lo sapevate che secondo l'insegnamento esoterico islamico la conquista dell'unità comporta tre stadi?
Essi sono:
1. Scienza della certezza
2. Conquista della certezza
3. Perfetta certezza
Il primo stadio è la conoscenza raggiunta perseguendo la via essoterica;
Il Secondo ha natura di visione superconscia diretta;
Il terzo stadio infine, rappresenta la totale identità con l'uno.
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