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Aria Alemanna

di Hagi (30/04/2008 - 11:07)

Ore 22:40, di fronte al “Pubbino”. Sto con il mio amico Jodorowskji (è un nome di fantasia); lui mi parla della sua gita con un’amica del giorno dopo. E’ emozionato, esaltato, e allo stesso tempo pessimista per scaramanzia e autoconvinzione. Ascolto le sue parole con interesse, partecipando il suo entusiasmo e condividendo una birra e una cannetta. Roba colloquiale. Alemanno ha vinto il giorno prima, e l’ombra della sua “longa manus” – penso – dovrebbe cominciare a sentirsi tra un po’. Poi accade. Accade che la stretta via diventi passaggio di un’ auto dei carabinieri, che girano lenti, osservando e mettendomi l’ansia. Quasi perdo il gusto della convivialità; poi un passante viene verso di noi, si ferma tra me appoggiato ad una macchina e Jodorowskji seduto su un gradino. Rimane immobile per qualche secondo, guarda di fronte a se, con il mento un po’ in alto, poi torna sui suoi passi. Anche questo mi regala dell’ansia. Poi una macchina deve uscire, io domando se la mia moto da fastidio, mi viene risposto di no e nel contempo vengo avvertito (con gentilezza e partecipazione, ma potrebbe essere anche un sostenuto distacco, non lo so) che una volante della Polizia sta arrivando; ora è ferma dietro l’isolato. Altra ansia. La colonna sonora di tutto ciò è un disco di tango argentini, che sottolinea l’aria “da Colonnelli” che aleggia. Tutto questo per dire che certe volte basta un niente, e ci si trova schiacciati in un angolo, schiacciati dai propri nemici. In quel caso – la boxe è ottima maestra di vita: ESCI DALL’ANGOLO! Che brutto periodo, mamma mia!

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