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Archivio Settembre 2007

F.O.D - Terza Parte

di Hagi (16/09/2007 - 11:50)

-“Panorama di cosa?”Alba lo chiedeva distrattamente, per una curiosa forma di educazione che Valentina non capiva: Ogni suo interesse era svanito, una volta capito che non c’erano soggetti umani nella foto.

-“Ma niente, una vecchia foto di casa dei miei...”

-“Madonna, quant’è tardi! Speriamo che Paolo ci copra il turno... Un’altra cazziata proprio non la reggerei!”

Aveva già cambiato discorso! E di cazziate Alba ne faceva collezione. Per questo si era attaccata a Valentina come una sanguisuga: per cercare di sfruttarne la precisione, per provare a stare nella scia della sua buona fama. Ma non era servito. Per quanto Valentina l’avesse accolta sotto la sua ala, e avesse finto d’ignorare quanto di meschino c’era in quell’atteggiamento, i diversi rendimenti tra le due impiegate al Call Center rimanevano spietatemente fissati nelle statistiche di risposta, nel giudizio dei clienti della multinazionale (che amavano tanto Valentina quanto odiavano Alba) e nelle buste paga, ovviamente a cottimo. Valentina lavorava meglio e di più. Ma non le importava. E forse era proprio per questo che era superiore a tanti suoi colleghi, lì dentro. Era lì da sei mesi, mentre Alba lavorava in quel posto da quasi due anni, ed era già in odore di promozione.

-“Non preoccuparti, è colpa mia, non ho sentito la sveglia... Ci parlo io col Sensei”

Antonio era il capoufficio, un uomo di una quarantina d’anni, grosso e bonario, ma con un’incredibile attenzione sul lavoro (incredibile per il posto in cui prestava la sua opera), alimentata da un senso del dovere talmente urgente da valergli quel soprannome di sapore nipponico. Arrivarono dopo aver percorso la tangenziale sulla corsia d’emergenza a centoventi alle otto e cinque. Paolo Lanzetti, un collega che pareva uscire direttamente dalle barzellette della Settimana Enigmistica salutò con un sorriso. Come sempre avrebbe potuto essere sincero, sarcastico, arrabbiato o di circostanza: nessuno aveva mai provato ad indagarla, quella smorfia. Il classico disinteresse travestito da buona creanza. Cinque minuti, in un Call Center, non sono pochi. Assomigliano alla vecchia cella di rigore del servizio militare: giorni da scontare dopo la giusta scadenza, frustrazione sommata a frustrazione. Il Lanzetti non dava segni di riprovazione:

- “Meno male!” il pensiero di Alba; “Ma con chi vive, questo poveretto?” quello di Valentina. Fu con queste parole ronzanti nella testa che quest’ultima  si fece vicino al roseo e paffuto compagno di lavoro:

- “Scusa, Paolo, colpa mia! Alba è stata puntuale, ma mi sono attardata, ho dormito molto male e...”

- “Hai fatto colazione?” fu la cortese risposta di Paolo;
- “Veramente non ancora”
- “Che cosa vuoi che ti porti?”

Con il primo vero sorriso della sua orribile mattinata, Valentina lo guardò con occhi stellati di gratitudine, e gli chiese un cappuccino, un cornetto e un caffé, pretendendo che Paolo accettasse cinque euro, dai quali non avrebbe accettato mai nessun resto.
Nel frattempo Alba aveva preso posto con tutta la poca discrezione di cui era capace, e sperava invano di essere sfuggita all’occhio vigile del Sensei, il quale, però, decise di graziarla. Sarebbe stata una giornata piuttosto moscia, al lavoro, e le 14 sembravano non arrivare mai.

-    “Buonasera, sono Valentina, come posso aiutarla?”

-    “Buonasera, Valentina. Ho effettuato una ricarica al cellulare ormai tre sere fa, e ancora non mi risulta. Può fare una verifica?”
-     “Certo, un istante che controllo...”

Il tono di quella voce la avvolse. Aveva un ché di familiare, e si sentì tornare piccola, mentre nel software trovava l’intestazione di quel numero dal quale era partita la richiesta. Come sempre, quando sentiva una voce cordiale dall’altro lato del telefono, ingannava il silenzio con delle frasi di circostanza, ma in quel frangente, cosa rara, cadevano nel vuoto.

-    “...Mi sei mancata...”

-    “Come, prego?” rispose Valentina distrattamente, mentre il sistema le faceva attendere più del necessario

“Pronto?”

In quel momento il software restituì il risultato della ricerca del titolare di quel numero di telefono.

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