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Archivio Settembre 2007

Il punto su Saturno

di Hagi (10/09/2007 - 23:07)

Se n'è andato.

Lo sai, caro Etere, quanto ho aspettato questo momento. Per rendere l'idea del mio stato attuale, può rendere l'idea questo strano "Déja Vu".

E'  il momento in cui, nel 1988, al Don Gnocchi, mi levarono il gesso che mi aveva imprigionato l'intero tronco per  sei mesi.
Quella volta, ricordo, andai a fare la doccia, e per arrivare dalla sala gessi al bagno, fui costretto più volte ad appoggiarmi alla parete. Dieci, forse quindici chili mi erano stati levati improvvisamente. Il mio corpo doveva ridisegnare tutti i suoi equilibri, riadattarsi alla nuova situazione. Insomma, per qualche incredibile secondo, io mi ritrovai a rimpiangere quella tremenda, odiatissima gabbia di gesso.

Saturno mi manca. Mi manca il nano seduto sulla mia testa. Questa strana "Sindrome di Stoccolma Astrologica" mi sta facendo impazzire: Ho passato due anni di preparazione, e ora, che arriva il momento della guerra, mi sento come Arjuna sul campo di Kuru. Le gambe mi tremano, e non so se me la sento a prendere delle decisioni così dure, definitive, *giuste*.

Lavoro, Ragione, Politica e Sentimenti. E poi musica, bisogno creativo, astinenza da palco insieme a pudore da scena. Caro Etere, sto messo davvero male. Non so più nulla, e spero che questo possa essere un bene. Non oggi.

Non so se sono un bambino nel corpo di un adulto, oppure un vecchio nel corpo di un ragazzo;

Sento il mio essere sotto schiaffo del mio avere;

Sento il mio amore defluire verso il nulla;

Ma soprattutto, "non sento". Non sento niente. Non sento musica, non sento ispirazione, sono asciutto, sterile, comatoso.

Hare Krishna, hari Ho!

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Silenzi

di Hagi (10/09/2007 - 17:27)

Trame nere come la pece si incrociano nelle maglie del presente, intrecciando passati falliti e futuri possibili.
Speranze salde sorreggono il bruciare delle delusioni, mentre dentro i tuoi occhi balèna la luce che fu di tua madre, e che non sarà mai di mio figlio.
L'urlare di mille silenzi squarcia il mio caos interiore.
Danze pagane, dervisci della passione roteano insieme cercando un'estasi che è giusto dietro le loro spalle. E il tuo nome rimbomba nel niente del mio debole per quel che eri.
C'è chi dice che ogni scherzo Vale. Non sempre.

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