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Pasqua Con chi vuoi?

di Hagi (04/04/2007 - 17:49)

L’Occidente è vecchio. Sono vecchi i suoi giovani, i suoi bambini. Sono vecchie le idee su cui basa la sua supremazia. E, da vecchi che sono, gli occidentali non muoiono, si spengono. La vita dura 80 anni di media, contro i 60 di poco tempo fa. Solo che vent’anni fa la vecchiaia durava dieci anni, oggi ne dura quaranta, cinquanta. Anche la morte è cambiata. Mica è più ammantata. Non ha più la falce. La morte è diventata compagna di viaggio, in un mondo affetto da mitridatismo da morte. A lei camminiamo accanto, quando ci nutriamo di carne morta e inscatolata, quando inquiniamo l’aria che noi stessi respiriamo. Quando ci interroghiamo sul senso della vita, barricati nella fortezza del nostro finto benessere, soli come cani. Quindi la morte non è più temuta, bensì aspettata. Non con rassegnazione, ma con speranza. La speranza vana di chi si guarda intorno, e vede le malattie degenerative decuplicate in nemmeno un ventennio. La vana speranza di chi non avrà mai diritto ad una pensione, e che probabilmente non avrà neanche la possibilità di mettere su famiglia. La vana speranza di chi teme di vedere spegnersi i propri cari, uno per uno, attorno a sé. Oggi io ho cominciato a morire. Ho realizzato che la mia immortalità, uguale a quella regalata a tutti i ragazzi, è finita. Sono diventato un mortale qualunque, e sono svaniti i miei sogni. E’ sparito l’altro piccolo me che mi corre incontro, è sparita l’illusione di incrinare il dominio dell’egoismo. Mi vedo come tutti quei sessantottini – Dio, che pena che mi hanno sempre fatto – con l’orologio d’oro, il macchinone, e un’espressione triste mentre sorseggiano il loro bicchiere di Barolo pregiato. Quelli dei film d’interno anni ottanta. Giuro, caro Etere, che avrei voluto spaccare il mondo. Avrei voluto strappare tante persone alla loro condizione, elevarle, mostrar loro la magnificenza della creazione in modo laico, eppure allo stesso tempo fideistico. Avrei voluto mostrare al mondo intero la via che a me appariva chiara, per cambiare *tutto* dalle fondamenta. Sarebbe stata una reazione a catena, ci saremmo svecchiati, cazzo. Ci saremmo accorti, tutto d’un tratto, della persona accanto a noi. Avremmo sconfitto la solitudine. Invece ho cominciato a morire. Maledizione, proprio adesso, non ci voleva. Certe cose non le può concepire un mortale: ci vuole un eroe, un messia, un semidio oppure un ragazzo. Un uomo non serve a niente, da ‘ste parti. Non è con la coscienza che si fanno le rivoluzioni, ma con l’assenza della morte.

Niente, praticamente stavo guardando la TV a letto, e ho avuto un principio d’infarto. Sapete, vista appannata, dolori al torace e al collo, affanno… Credo di aver visto anche del bianco, ma non vi saprei dire sovrapposto a cosa. Niente di grave, un paio di ampi respiri ed è passato tutto, però, purtroppo, mi hanno avvisato da lassù: il mio conto alla rovescia è ufficialmente cominciato. Ora si tratta di capire cosa fare di questo mio periodo qui, sulla terra. Bisogna solo resistere alle spinte dell’egoismo, e regalarsi al mondo. Non dovrebbe essere difficile, ma chi lo vuole, un mortale?. Ci vorrebbe un’idea.
EUREKA!
-E se resuscitassi?-

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