Ciao sono Hagi
Vedi il mio profilo


Febbraio 2007

DLMM GVS
1 2 3
4 5 6 7 8 9 10
11 12 13 14 15 16 17
18 19 20 21 22 23 24
25 26 27 28

Tag

Ultimi commenti

Nuovi post

Diffondi i contenuti

Aggiungi al mio Dada

Aggiungi al mio Dada

Condividi i contenuti

De.licio.us
Archivio Febbraio 2007

Crisi di Governo

di Hagi (22/02/2007 - 15:11)

Cari amici, in questa splendida giornata di precoce primavera, me la pedalavo velenosamente nello scantinato della palestra, con il ritmo scandito un po' da Sting, un po' dal mio respiro, un po' dal ritmo cardiaco, e moltissimo dal rodimento di culo che non mi voleva lasciare. Ieri è andato sotto il governo Prodi. 9 mesi, è durata l'illusione di una sinistra coesa, ancora meno di qualsiasi fosca previsione. Una gestazione umana. Per la seconda volta dopo Vicenza, la risicatisima maggioranza in Senato è mancata su una mozione di politica estera. Questa volta si è trattato del rifinanziamento della missione in Afghanistan. D'Alema lo aveva detto (e quando mai!): se la maggioranza non c'è, ce ne torniamo a casa. E lui l'ha fatto. Abbiamo perso lo statista più in gamba di questa coalizione- Frankenstein, nonostante il suo progetto di dicastero (deatlanticizzazione, rilancio dell'UE e delle Nazioni Unite) fosse il più orientato a sinistra della storia repubblicana. Per tutta la sera di ieri, e in buona parte dei giornali di oggi, si è tirato a fuoco incrociato su Rossi e Turigliatto, i due senatori che - in preda a una crisi di coscienza comprensibile ma fuori luogo in un momento del genere - hanno deciso di astenersi dal voto. Oggi si ragiona: Può una maggioranza che si basa sui senatori a vita essere considerata tale? Ed è stata un'impressione, oppure Capezzone, ieri da Mentana, ha riaperto la questione sui 4 senatori cui avrebbe diritto ma che non ha, per una mala scrittura della legge a proposito dello sbarramento del 3%? Oggi, probabilmente, le consultazioni porteranno ad un Prodi bis, cui sarà impossibile governare - rimanendo così lo Status Quo. La maggioranza è caduta su tutti quei punti che avrebbero segnato una discontinuità con la linea del precedente governo: Questione Etica, impegno militare. E' ovvio che con Casarini e Mastella non si va da nessuna parte, ma è altrettanto ovvio che è necessario sfuggire ad un'ottica di alternativa tra i due. Chi ha votato per l'uno detesta l'altro: è fatale. Ma non si può calpestare la volontà di un elettorato che ha deciso di consegnare la guida del paese non già a questo o quello, ma ad una precisa guida, animata da spirito perquativo, che colmasse quegli abissi di diseguaglianza creati da Berlusconi. Poi, in un'alleanza di sinistra - dove confronto aperto e libertà di pensiero sono qualcosa di più che semplicemente Statuali - è naturale che non accada ciò che abbiamo visto a destra, dove Nazionalisti e Secessionisti sono riusciti a convivere per quasi cinque anni, con i rancori sepolti sotto la cenere da un autoritarismo del tutto imprenditoriale e mai realmente politico. Ora si aprono diversi scenari: da un Prodi rafforzato dalla paura popolare, che impone la lista di ministri e risale in sella con una composizione migliore, ad un governo Marini di transizione, che porterebbe ad una guida Tecnica per la compilazione delle riforme Elettorale e Pensionistica; Oppure (improbabile) delle belle elezioni anticipate, che precipiterebbero il paese nel marasma politico, facendogli perdere pure l'attacco alla ripresa economica. Staremo a vedere. Intanto palla lunga e pedalare.

Vota questo post

Treno della Pace....

di Hagi (19/02/2007 - 11:01)

Questa è la notizia cruda, presa dal sito di Repubblica. Presto un approfondimento. NEW DELHI - Almeno 66 persone sono morte in India, e circa 50 sono rimaste ferite, per il devastante incendio seguito all'esplosione di due ordigni avvenuta a bordo di due carrozze di un treno diretto in Pakistan, il Samjhauta Express. Lo hanno reso noto responsabili delle Ferrovie e della polizia indiane. Le squadre di soccorso stanno ancora estraendo i corpi dalle due carrozze incendiate (che sono state staccate dal resto del convoglio che è stato fatto ripartire alle tre del mattino diretto ad Attari). Sembra che la maggior parte delle vittime siano pachistani. Le fiamme sono divampate nelle carrozze 10 e 11 all'incirca alle 23.15, ora locale, quando il treno è giunto nel villaggio di Dewana, nel distretto di Panipat, a circa 100 chilometri da New Delhi, nello stato dell'Haryana. Secondo quanto dichiarato da alcuni testimoni oculari si sarebbe udita una forte esplosione prima che il treno prendesse fuoco. Due valigie contenenti del materiale esplosivo rudimentale sono state rinvenute una sul treno e l'altra sui binari. Trovate anche altre due bombe inesplose (secondo alcune fonti sarebbero tre) che sono state immediatamente disinnescate dalle forze dell'ordine. Gli ordigni, secondo la polizia, sarebbero stati fatti esplodere utilizzando un telecomando a distanza o un telefono cellulare. "Abbiamo immediatamente aperto un'inchiesta sul'accaduto - ha dichiarato il ministro delle Ferrovie, Lalu Prasad, che è subito partito per recarsi sul luogo dell'attentato - ma è evidente che si tratta di un atto che mira a disturbare lo sviluppo dei rapporti di pace tra India e Pakistan". Infattiil Samjhauta Express, che collega India e Pakistan, è proprio l'emblema dell'avviamento del processo di pace tra i due Paesi. Fu introdotto nel 1975, ma il servizio fu sospeso nel 2002 a causa dei difficili rapporti tra i due Paesi e in seguito ripreso nel 2004 con il disgelo dei rapporti e l'inizio del processo di pace. Televisioni e stampa locale hanno messo in evidenza come l'esplosione sul Samjhauta Express sia avvenuta a ridosso della visita in India del Ministro degli esteri Pakistano, Kasuri, il cui arrivo è previsto fra un paio di giorni, ed è stato confermato anche stamane. L'attentato è stato fermamanente condannato da entrambi i Paesi, per parte indiana dal presidente del Partito del Congresso, Sonia Gandhi e dal Primo Ministro, Manmohan Singh, e per parte pakistana dal portavoce del Ministero degli Esteri, Tasnim Aslam, che ha anche detto: "Ci aspettiamo che l'India punisca i colpevoli". L'attentato non è finora stato rivendicato ma la polizia non esclude che possa trattarsi di opera di gruppi estremisti islamici pakistani responsabili, già in passato, di numerosi altri attentati, come quello avvenuto a Mumbai (la ex Bombay) l'11 luglio 2006 che provocò 86 morti.

Vota questo post