Bricolage Ermeneutico
Il Male e Peggio affonda nel vecchio tramezzo come una lama nelle carni del nemico. La polvere filtra anche attraverso la mascherina, e non ti farà respirare decentemente per due/tre giorni. Gi occhialini, patinati da un manto grigiastro, deformano la realtà delle cose. Hai appena buttato giù due tramezzi e la tua casa ha - improvvisamente - assunto un'altra prospettiva.
E' bastato quel singolo lampo, il colpo d'ala che ti ha permesso di guardare ciò che avevi davanti con altri occhi, quelli che ti hanno proiettato nel più giusto dei futuri, animato da una convinzione dal sapore fideistico.
Per il resto, è stata solo azione.
Quindi, pensiero e azione. Ma niente Mazzini.
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Il pensiero è rapido, indolore, appagante, imprevedibile e necessario; l'azione è lenta, faticosa, ispirata, appagante e necessaria. Il pensiero non ha tempo, l'azione è vincolata al tempo fisico.
L'uomo riesce bene quando il suo pensiero ispira la propria azione. Riesce bene quando gli vengono regalate insieme la gioia di pensare astrattamente razionalizzando un'idea e la buona volontà, la tenacia e la determinazione per tramutarla in qualcosa di sensibile.
E' possibile farlo a più gradi, e le proporzioni dell'idea non sono in nessun modo relazionabili con la sensazione particolare donata dalla realizzazione della stessa; non c'è un metro unico per misurare la soddisfazione, ma solo dei pallidi modelli massivi (e limitatissimi) quali quello televisivo:
tempo_esposizione_ai_media : realizzazione_idea = premio : sacrificio
In buona sostanza, se ti restauri un mobile, oppure fai del mantenimento creativo alla tua moto, non vai da Amici della De Filippi, ma ti senti soddisfatto, permeato di quell'appagamento che ti ricorda certe giornate di quand'eri bambino.
Ecco, questo volevo dire.






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