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Secòndi

di Hagi (05/10/2006 - 11:13)

E tutto ad un tratto, aveva realizzato.

Momenti duri ne aveva avuti, e gli avevano lasciato addosso una strana sensazione di precarietà; l'ineluttabilità della fine di tutte le cose, compresa la sua, lo assaliva oramai costantemente, e il dono della visione retta della realtà oramai lo aveva cambiato.

Almeno, così credeva.

Poi arrivò quel secondo. Un secondo, sessantesima parte di un minuto, in cui aveva focalizzato la gravità dell'ingiustizia che stava perpetrando ad una persona che tutto sommato gli voleva bene, e che lo metteva di fronte all'atroce verità: era un egoista, un piccolo, meschino egoista.

Lui scappava, e lo sapeva. Lei lo inseguiva, e sapeva anche questo. Non la voleva vedere, ma il perché  non lo capiva. O meglio, ne aveva qualche sensazione, ma non si trattava di un pensiero armonico, organico. Più che altro erano frammenti di visione, reazioni istintive e ancestrali sulle quali non era mai riuscito a soffermarsi. Ogniqualvolta ci aveva provato, aveva rinunciato persino a *tentare* di mettere ordine in mezzo a quel casino.

Poi arrivò quel secondo.

Fu lungo, un tempo che gli permise di raccogliere comprensione, logica e organizzazione di pensiero e appallottolarle insieme con concentrata dedizione. Ne plasmò una specie di grosso proiettile. Poi venne il momento di trovare un bersaglio, e lo identificò nell'egoismo e nella miopia di ragionamento, quella che ti fa vedere bene da vicino e male da lontano.

Sparò.

Aveva preso una decisione, aveva capito che non sarebbe potuta durare, quella strana relazione, squilibrata e poco serena. Avrebbe dovuto mettere i puntini sulle "i", e gli sarebbe costato fatica, dispiacere, autostima e quant'altro. Ma, soprattutto, gli sarebbe costato quel poco calore - forse l'unico tepore che gli era rimasto. Ma era giusto così, doveva fare tabula rasa, spianare, per poi ricostruirsi dalle fondamenta.

Solo allora - pensava - avrebbe potuto riappropriarsi di quanto aveva ricevuto di bello, e poi, magari contraccambiarlo.

Ma mentre lo pensava, sapeva che forse non era vero. Sentiva che sarebbe finita, e non gli piaceva affatto.

Il secondo successivo.

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