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Archivio Settembre 2006

Tre diversi unici settembre

di Hagi (11/09/2006 - 12:38)

Oggi cade l'anniversario dell'11 settembre. Il giornalista indiano P. Sainath ci invita a scegliere quello che preferiamo: quello del 2001, in cui due aerei facevano crollare due torri di 300 metri (delle quali Renzo Piano aveva decretato l'impossibilità di stare in piedi) e insieme ad esse il sogno egemonico di una superpotenza orfana dell'altra. Dopo cinque anni, il mondo è meno sicuro. L'ombra del terrorismo incombe su di noi, ma il "nemico" colpisce ovunque. C'è una bella differenza con gli anni settanta. Il terrorismo politico non fa paura quanto quello a matrice integralista-religiosa. E' il farsi saltare in aria, la scarsa considerazione della propria e altrui vita che mette paura. Perché è vincente.
Guerre, prigioni segrete, contrazioni protezionistiche, il modo - tanto piccolo - che rischia di ridiventare molto vasto. Molto è cambiato, e molto cambierà. La Cina, l'India e l'Asia in via di compattamento fanno tremare gli analisti occidentali; L'Europa Unita rischia di mancare l'appuntamento con la storia, a causa della pressione Americana a occidente e quella Asiatica a Oriente; su tutto questo l'ombra di oltre un miliardo di Mussulmani che reclamano la loro parte di torta.

Desolante.

Il regme capitalistico, basato sulla modulazione dell'offerta su una domanda che si sta facendo sempre più insensatamente forsennata, ci sta portando tutti alla fine. oggi possiede l'automobile solo un cinese su settanta. Eppure la soglia di inquinamento in Cina scalda il Globo più dell'Europa intera. E i cinesi vogliono la macchina, così come volevano la lavatrice e la bicicletta soto Mao. E l'avranno.

Poi c'è l'11/9/73'

Dove Allende si levò la vita nel palazzo presidenziale di Santiago assediato dai militari capeggiati da Pinochet, capeggiato da Kissinger, capeggiato da Nixon, capeggiato dal Popolo Cojone Statunitense. Tutto questo, ovviamente, per salvare la Terra dal pericolo Comunista. Poco importa se il regime di Allende fosse socialista, e non comunista. Poco importa se aveva l'appoggio popolare. Sono cose che gli americani vedono solo quando fa loro comodo. Salvo poi pentirsi a ciclo storico concluso. Un po' come le prigioni extraterritoriali della Cia - illegali e contrarie alla convenzione di Ginevra - come Hamas nei territori Palestinesi (che ha il 90% dei consensi da metà degli anni 90'), o come quel contadino che chiudeva il recinto una volta scappata l'ultima pecora. 
E fin qui, niente di particolarmente innovativo. Anche il paragone con il 73' è stato colto subito, da analisti, cabalisti e registi cinematografici.

 E' l'11/9/1906 che manca all'appello.

E sì che oggi ne ricorre il centesimo anniversario!
In questa data, Gandhiji cominciò la sua Sathyagraha in SudAfrica. Di tutti gli 11 settembre, osserva Sainath, quello di Gandhi è stato l'unico a cercare di cambiare il mondo in meglio. Alla radice del 73' c'era l'adagio Nixoniano "lasciate gridare l'economia", attraverso l'imposizione del modello Liberista di Pinochet, imposto con la forza in sostituzione del dirigismo Allendiano (altro che pericolo ideologico!); le basi dell'attacco alle Twin Towers sono di natura economica, a denunciare la sperequazione tra Occidente e Terzo mondo, tra Imperialismo e sottomissione neocoloniale.
Solo Gandhi cercò di cambiare il mondo avendo come ispirazione, direttrice e scopo ultimo la dignità umana, il rispetto per la persona.
E' strano come suoni antiquato, oggi, un messaggio che vede il denaro come un mezzo, e l'uomo come fine.

Normalmente, a certe latitudini, si fa l'esatto contrario; sarà per questo che  l'11 settembre 1906 non se lo ricorda più nessuno.

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