Campioni der Monno
La prima notizia è carina: Ho visto la partita a casa di Zimmi, e il suo nuovo tatuaggio è carino; l'albero della vita, mica una fricchettonata qualsiasi!
La seconda è bella: siamo campioni del mondo, e scusate se è poco! Quattro coppe in bacheca, davanti il solo Brasile. Come l'editoriale di prima sull CdSport a firma Vocalelli, ora non si sa se ci va di più un amarcord di 24 anni fa (cazzo, come passa il tempo... E quanto sono invecchiato!) oppure una proiezione di quello che potremo fare tra quattro anni: Lo ripigliamo, 'sto Brasile, o no?
C'è infine la terza notizia, ed è la più bella di tutte: SONO ANCORA VIVO! Nonostante i sette microinfarti (Il rigore per i Francesi, Il pareggio di Materazzi, la Traversa di Toni, il goal annullato, la testata di Zidane al pallone alzato in angolo da Buffon e quella sul petto di Materazzi - bella botta quella, chissà che cazzo gli ha detto - e il rigore decisivo di Grosso), il vecchio cuore malandato del Leone che sta scrivendo, ha tenuto anche stavolta.
Poi la gioia, la violenza sottotraccia, pronta ad esplodere da un momento all'altro, gli scontri, le gnocche tricolori e i sound Systems montati su camioncini. E Pande verniciate a mano, striscioni con su scritto "Gattuso Santo Subito", e SMS inneggianti all'Amnistia su Calciopoli.
Insomma, gli anni ottanta sono tornati. E' la ròta che gira.






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