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Archivio Luglio 2006

Campioni der Monno

di Hagi (10/07/2006 - 15:22)

La prima notizia è carina: Ho visto la partita a casa di Zimmi, e il suo nuovo tatuaggio è carino; l'albero della vita, mica una fricchettonata qualsiasi!
La seconda è bella: siamo campioni del mondo, e scusate se è poco! Quattro coppe in bacheca, davanti il solo Brasile. Come l'editoriale di prima sull CdSport a firma Vocalelli, ora non si sa se ci va di più un amarcord di 24 anni fa (cazzo, come passa il tempo... E quanto sono invecchiato!) oppure una proiezione di quello che potremo fare tra quattro anni: Lo ripigliamo, 'sto Brasile, o no?
C'è infine la terza notizia, ed è la più bella di tutte: SONO ANCORA VIVO! Nonostante i sette microinfarti (Il rigore per i Francesi, Il pareggio di Materazzi, la Traversa di Toni, il goal annullato, la testata di Zidane al pallone alzato in angolo da Buffon e quella sul petto di  Materazzi - bella botta quella, chissà che cazzo gli ha detto - e il rigore decisivo di Grosso), il vecchio cuore malandato del Leone che sta scrivendo, ha tenuto anche stavolta.
Poi la gioia, la violenza sottotraccia, pronta ad esplodere da un momento all'altro, gli scontri, le gnocche tricolori e i sound Systems montati su camioncini. E Pande verniciate a mano, striscioni con su scritto "Gattuso Santo Subito", e SMS inneggianti all'Amnistia su Calciopoli.
Insomma, gli anni ottanta sono tornati. E' la ròta che gira.

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PellegrinAggi

di Hagi (09/07/2006 - 17:39)

Il mio nome di casa, quello con cui tanta gente mi conosce, è Hagi.
A casa mi si è sempre chiamato così. Avevo altri nomignoli ("Pippo", "Ponzi", "Mowgli", "Chiodo" e tanti altri, come tutti i bimbi) ma Hagi aveva "quel qualcosa in più" . E' uscito dalle pareti domestiche, e prima a Corchiano (lì quasi tutti mi chiamano A'ggippe), poi al Liceo, infine sui palchi che calpesto, ha quasi integralmente sostituito il mio vero nome.
Strano. Il nome Hagi è di origine araba, e significa "colui il quale torna dalla Mecca". Una specie di "Romeo", ma al contrario. Suppongo che alla base del nomignolo ci fosse un'intenzione gogliardica, poiché, come tutti voi tre lettori sapete, il mio ramo paterno è di stirpe Brahmana. Niente di più lontano, quindi, dall'Islam.
Sta di fatto che la riflessione di questi giorni, inerisce proprio al Viaggio, alla Strada. Uno dei sensi più pregnanti della civiltà umana, a qualsiasi latitudine, è quello della strada. L'essere umano trova il suo compimento nel viaggio da un luogo all'altro. La Filosofia è nata camminando. Roma ha incentrato il suo dominio sulla costruzione di strade. Le grandi religioni hanno tutte insito il senso del movimento. Il pellegrinaggio a Roma, o a Medina, è ritenuto importantissimo per la vita spirituale del credente.
E ancòra:  i passaggi delle grandi epoche storiche sono tutti segnati dalle strade: la fine dell'età Classica e l'inizio del Medioevo coincide con l'infestazione dei predoni delle vie carovaniere a oriente e dei pirati sul mare; l'Inizio dell'età Moderna è tradizionalmente legato alla scoperta dell'America, che altro non è che un'altra via del mare; poi la conquista dell'aria, e dello spazio: l'Era Spaziale. Ora c'è il secolo di Internet, che secondo molti è un'altra via, mentre per il sottoscritto è l'illusione di una strada. "Autostrada Informatica" è una suggestione  letteraria Cyberpunk di Gibson, non una realtà. Se poi i giornalisti la dipingono come tale, è per la superficialità manifesta della categoria (frutto della splendida inversione che viviamo al momento: ora non è più l'uomo di cultura ad erudire l'ignorante, ma è quest'ultimo a dettare le leggi per un prodotto il più vendibile che si può. Cose che succedono quando il fine ultimo della società è il profitto e non il bene comune).

Mi chiamo Hagi. Ho il pellegrinaggio eletto nel mio nome. Trovo le strade. Consideratemi pure il Grillo Parlante della società. Non mi offenderò, anzi, forse mi esalterò.
Chi viene con me? Prometto lacrime, sangue e tanta, tanta verità. Non sarà divertente.

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La Casalinga Repressa

di Hagi (06/07/2006 - 10:55)

Ecco che improvvisamente il vento cambia. Succede sempre, e sia nel bene che nel male.
Sarà che mi sono messo in testa di dimagrire dieci chili, e che sto facendo i conti con il fatto che il corpo di un trentatreenne non è reattivo come quello di un ventenne. Sarà che l'esercizio fisico mi mette di pessimo umore (sono uomo di pensiero, non di azione); sarà che devo lavorare tanto, e ancora non vedo soldi. Insomma, il vento è cambiato, e io ho cambiato direzione insieme a lui. Forse ho fatto male, ma adesso è così. Odio certi atteggiamenti delle persone. Odio essere trattato come un ragazzino. Odio che mi si nasconda qualcosa, non ce n'è motivo. Mai. Non siamo in una soap opera di Rai Tre.
Avete presente l'escoriazione rimediata sul campo di calcetto in erba sintetica? quanto brucia? Ecco, io sto così, per una complesa serie di motivi. E (non) ne parlo sul blog, proprio per dare la cifra della mia INCAZZATURA nei confronti del mio ambiente. Che palle, che schifo, che NOIA.

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Periodo di Feste

di Hagi (01/07/2006 - 12:32)

Oggi è Luglio. Bene. Tra soli ventisette giorni sarà il mio comleanno, e già comincio a percepire l'aria di festa ciuccio'nciorno ammeah.
L'altra sera, per esempio, c'è stata la festa di Ilaria, dove uno degli avventori, più o meno mio coetaneo, è andato fuori di testa, scapocciando a causa degli stravizi. Questo è bene. Sulla scia di Matteo Bordone (conduttore di "Dispenser", su Radio 2), amo augurare alla gente "un fine settimana di cui vergognarsi il lunedi".
Quindi luglio arriva. Fa caldo, un cazzo di caldo dannato. Sono contrario ai condizionatori, ma un mese all'anno è dura tenere il punto sulla questione. Vivo sul letto, grasso, lucido e bagnato come una foca; mia madre - la quale ritiene immorale l'ozio nei giorni di ponte- mi da' la morte, cercando di farmi fare qualcosa, e rimanendo offesa, delusa e irritata dai miei rifiuti ("No, mamma, non ci andiamo a Casalotti a vedere perché il maggiolone si è fermato alle 11 del mattino. Non voglio crepare per un'insolazione"; "No, mamma, non vado a Morlupo per vedere la faccenda della tessera sanitaria, c'è ponte, potrei non trovare nessuno, e non ho la condizionata in macchina"; "No, mamma, non credo sia il caso di sistemare le cose in cantina adesso. Sono moscio, ho caldo...")
E così ad libitum.
Ora, posto che non sono Gandhi, e che a mia madre voglio comunque bene, qualcuno ha una casa da affittare a prezzo e distanza ragionevoli?

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