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Archivio Maggio 2006

Stati di Grazia

di Hagi (06/05/2006 - 13:02)

...O di allucinazione?...

Ciao Etere! E' un piacere ritrovarti, dopo un po' di tempo impiegato in maniera socialmente più proficua. Oggi vorrei parlarti degli stati di grazia, di quei momenti, cioè, in cui tutto sembra andare per il meglio; quando ci si sente passaggio obbligato dell'energia che collega il cielo con la terra, e tutto ciò che si fa risplende di luce propria. Sono bei momenti, bellissimi. Però hanno dei problemi, dei quali ci si accorge solo quando è troppo tardi. Per esempio, l'idea del tempo: tu sai, caro Etere, quanto mi ossessioni il concetto di tempo, in tutte le sue diverse sfaccettature;  mi sono accorto che nello stato di grazia, il tempo perde il suo protagonismo, ma non per questo rinuncia a scorrere; succede quindi che ci si trova nel tempo,  ma non si riesce a circoscriverlo, abbagliati dalla grazia celeste, fonte di un'ispirazione al limite del messianico. Poi la grazia celeste passa, e noi ci si attacca al cazzo. Ci rimane il buio, e un po' di tempo in meno.

Io ho trovato - caro Etere - un modo per convogliare tutto questo in un progetto organico. Oddìo, diciamo quasi organico.
Colpito dall'ispirazione, l'ho bloccata, imprigionata in righe scritte, in parole affidate a persone per bene, a carezze e giochi di bambini. L'ho fatto per istinto, quasi presagendo il buio che - sempre - precede e segue la luce. Ora i miei occhi sono inerti, incapaci di discernere forme e colori. Le mie mani sembrano aver pero la memoria fisica, la misura degli strumenti che suono. La mia mente è aggrappata all'encefalogramma piatto della notte seguìta alla giornata densa di impegni. Dormo. Non importa quello che farò, o che non riuscirò a fare. Dormo per sognare la tattica con cui affrontare la bataglia del giorno dopo. So che le energie non mi permetteranno di vincere, non sarà il mio momento. Ma la tattica accorta mi aiuterà a limitare le perdite, e magari a scollinare un inverno nemico, fino alla prossima primavera.

Ciao, Etere. Stammi bene, e salutami gli altri brani di pensiero che ti attraversano.

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