Politica
In Campagna elettorale si perde di serenità. Il bombardamento mediatico è tale da mettere l'elettore consapevole in uno stato di perenne attenzione per le cose minime.
Nel nostro caso le cose minime sono una deriva liberticida nei confronti degli strati di popolazione che non sono come la destra di governo vuole. Si è visto, nella storia, come il potere sia spesso autoconservativo; in quella più recente (di storia), abbiamo potuto osservare quale orrenda alchimia ha scaturito il coesistere della logica di potere con l'istituto democratico. L'America è costellata di esempi in tal senso, condannati dall'etica politica in prima battuta, e dal lungo periodo in seconda: l'amministrazione Nixon negli anni settanta, per esempio: o la linea dei Bush (Padre e figlio) dal '91 a oggi. Una politica basata sull'immagine, sul sondaggio, sull'ostentazione della sfera privata dei candidati, a garanzia di integrità pubblica. E' una cazzata plateale, fa acqua da tutte le parti. A parte la distinzione delle due sfere prevista da qualsiasi ordinamento degno di questo nome - anche volendo creare un poutpourri di interessi (incompatibili tra di loro, almeno con l'etica alla base di certe rivendicazioni egoistiche, cavalcate elettoralmente, piuttosto che comprese appieno e rielaborate per migliorare la qualità della vita), anche volendo mischiare pubblico e privato, si diceva, i tempi rapidissimi del XX/XXI secolo e la nuova matrice Digitale della memoria, smantella in un attimo (per una foto, per un'illazione, per uno scandalo) tutto ciò che massmediologi ed esperti della comunicazione hanno montato. E si deve ricominciare da capo.
Siccome abbiamo perso la seconda guerra mondiale; siccome siamo una colonia statunitense; siccome abbiamo un Presidente del Consiglio che proviene dal mondo finto, patinato, ottimistico e facilone dello spettacolo, ed è convinto che il modello americano sia il migliore ipotizzabile, l'Italia - paese del centrismo, del trasformismo, della moderazione - è stata avvicinata al sistema America, vale a dire quel sistema Liberal-Liberticida, che propaganda la libertà, ma che governa tagliandola. La legge sulle droghe, quella sulla procreazione assistita, gli argomenti portati avanti sui Pacs ci ammoniscono in tal senso. Meno male che, a livello di politica internazionale, è cambiato il vento!
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Da ché l'Italia era un paese Europeista, con una politica internazionale accorta e disposta al dialogo (nello scacchiere attuale, in una situazione di isteria diplomatica e di comunicazione parziale, pochi ricordano il Caso Sigonella gestito da Craxi: c'era un'aria diversa, all'epoca), ora ci si è appiattiti sulle posizioni filoamericane, mediante una politica di pacche sulle spalle e di colazioni a Camp David, con una tradizione di dialogo e vicinanza con il Medio Oriente - in questo frangente storico Dio solo sa quanto servirebbe - buttata alle ortiche.
Meno male che, nonostante Berlusconi, l'attuale classe dirigente italiana è formata da ministri seri, preparati e consapevoli della loro responsabilità.
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Infatti Calderoli, Ministro della Repubblica, ci ha regalato momenti importanti di savoir faire politico. Mi chiedo come mai, dopo che Fini ha bacchettato il leghista in sede ufficiale, e dopo l'obbligo alle dimissioni (ovviamente al termine della legislatura) imposto da Berlusconi al leghista, quest'ultimo non sia stato inserito tra gli impresentabili (visto che va molto di moda). Calcolando l'entità della stronzata che ha fatto, le conseguenze gravissime in ambito interno ed estero, mi pare che sia da mettere seriamente in discussione tutto l'impiano ideologico della Lega, potenzialmente esplosivo in un contesto come il nostro: non possiamo permetterci di mettere a repentaglio la sicurezza dei cittadini, per la volgarità, la pochezza di messaggi agghiaccianti, all'insegna della mancanza di rispetto nei confronti della maggioranza del pianeta.
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Questo scrivevo ieri, alla vigilia della lettera di Prodi a Repubblica di stamattina. Oggi "L'Affare s'ingrossa". Calderoli è protetto dalla Lega, e si paventano scissioni clamorose alla vigilia delle elezioni. La Lega alza gli scudi; i Colonelli rendono manifesti tutti gli attriti (specialmente con AN), nascosti dal sommo intrattenitre nel quinquennio devastante appena passato (chissà se qualcuno ricorda l'Affaire Tremonti). Le posizioni schifose di Calderoli sono ampiamente al di là della legittimità etica che si PRETENDE da un ministro della Repubblica, che è al servizio MIO e di tutti i cittadini che lo investono di una responsabilità importante ed istituzionale. Con buona pace dei manipoli che gli regalano un voto personalistco, con la manco troppo segreta speranza di una secessione per la Padania Bianca, separata dal resto dell'Italia e con un nemico razziale ben definito su cui sfogare i propri istinti.
Alla fine non succederà niente: La lega sciolta è intrattabile, come la storia politica del paese ha dimostrato ("V'avemo preso Bossi, ve l'avemo disintossicato, e ve l'avemo ridato indietro colla garanzia"), e quindi, con i giochi di prestigio cui ci hanno abituato, riavremo i secessionisti che condividono le poltrone con i Nazionalisti.
Quello che rimane sono i morti tra la Nigeria, Bengasi, il Pakistan e la Turchia. Rimane l'ammonizione dell'Islam moderato, che richiama all'elementare rispetto un ministro italiano. E c'hanno ragione. Calderoli come un bambino stupido che deve essere rimproverato? "Non capisco la richiesta di dimissioni da parte di Berlusconi". Nessuno cade dalle nuvole, Calderò: Mangia più pesce, e prova Acutil.
Hagi





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