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Concerto di Giorgio Conte all'Auditorium di Via Asiago

di Hagi (05/01/2006 - 13:29)

Nella grandissima puntualità di tempo e di stile che contraddistingue il mio essere in questi giorni, eccomi a scrivere una recensione su un concerto cui ho assistito un mese fa, e con un sottofondo musicale che non c'entra niente (al momento sto ascoltando Kamakiriad di Donald Fagen).

Eppure il concerto è di quelli che a noi piacciono molto: canzone d'autore di qualità, ma allo stesso tempo di nicchia, in maniera tale da non farsi cannibbalizzare all'eccesso dalla macchina dello spettacolo.

Giorgio Conte è autore molto fine. Simile al fratello (perché è il fratello), chitarristico invece che pianistico, ma con quella poesia française nel DNA tutto piemontese della famiglia. Un suo live ha fornito la colonna sonora ad un periodo lungo della vita di chi scrive, quindi lo si perdonerà se il suo giudizio sarà un po' sbilanciato. C'è da dire che, sempre chi scrive, è piuttosto esigente e severo nelle selezioni musicali. Famo a fidasse, romanamente. Ok?

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Il concerto è stato registrato (come già detto giusto un mese fa) per Radio 3 Suite, ed è andato in onda il 23 dicembre.

La Band che lo ha accompagnato è tutta di livello: Alberto Barone alla batteria, Alberto Malnati al basso, Alessio Graziani ha suonato armonica, trombone, fisarmonica, melodica e flauto, come Guglielmo Pagnozzi, il quale però, oltre al Flauto, ha suonato il Sax Soprano e il Clarinetto. Giorgio suona la chitarra. E lo fa bene.

Il concerto vola via, tra pezzi nuovi al mio orecchio e vecchi successi, tipo Una giornata al mare. Le rotaie del concerto si snodano su un duplice terreno: da una parte le storie di uomini abbandonati da donne, (Quando te ne andrai, Angiulil, la bellissima Sotto la Luna); dall'altra il Cibo (l'erba di S. Pietro - che nonostante il nome serve a fare le frittate e non si fuma, Cannelloni).

Chiude il concerto regalandoci Una Giornata al Mare, uno dei pezzi più importanti della sua carriera, e un'inedita versione di Non Sono Maddalena, la canzone portata al succeso da Rosanna Fratello (quella di Sono una Donna, non sono una Santa), e qui interpretata sottotitolando gli spunti più inclini al melodrammatico in maniera dissacratoria ed esilarante insieme.

I Bis saranno una regalata Gné Gné Gné (si sapeva, è l'ultima) e una Visione del '99 (Le Donne Ballano).

Bel concerto. Peccato non averlo segnalato per tempo, no? Forse mi avreste pure sentito cantare, dalla platea....

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