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Archivio Gennaio 2006

di Hagi (24/01/2006 - 19:00)

Visione del silenzio, angolo vuoto

Pagina senza parole

Una lettera scritta sopra

un viso di pietra

e vapore

Amore,

Inutile finestra

(C. Veloso, Michelangelo Antonioni)

Caro etere, entità polverizzata in bit, intelligenza egoistico-collettiva,

Mi fa piacee scriverti con cognizione, qualche volta. In una lettera il destinatario è importante quanto il mittente. E oggi scrivo a te, destinatario parcellizzato, curioso, guardone, timido. Ti informo sull'andamento della mia vita. Ti parlo del maggiolone rosso, mio, atavico, distintivo. Di quanto oggi, guidandolo, sia tornato indietro negli anni, sognando una lametta da barba, limite ultimo tra sesso e i nascondini di venticinque anni fa. Ti scrivo di una donna bambina, che conosce la serenità.

Ti racconto di una catastrofe nucleare vissuta con latte in polvere e giochi nei prati. Della vita che cammina verso la fine, a volte zoppa, altre di corsa, più spesso a testa bassa. Di come le partite a pallone nel cielo terso di Roma, nel 1986, abbiano accorciato le nostre vite, e di quanto non ce ne importi niente.

Caro Etere, che questo visionario découpage possa riagglomerarti in qualcosa di caldo, denso e primordiale.

Amo ogni parte di te.

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surfing on the pain

di Hagi (19/01/2006 - 01:57)

Ciao.

 

La mail te la scrivo per l’immediatezza del mezzo, in una giornata – quella del primo maggio – che è uggiosa, triste e carica di “malaonda”, così come ho sentito definire la cattiva energia.

 

Ti ho mandato, dalla macchina, un SMS in cui scrivevo un laconico “Mi dispiace, piccola”, ovviamente riferito alla discussione che si è avuta ieri. Ineriva (te lo rammento qualora dovessi scaricare questa e-mail tra due mesi) la mia tristezza  mostrata alla notizia che tu saresti andata via, in Francia. Da lui.

 

Ovviamente, ci ho riflettuto molto, nella notte (lunga), e durante la giornata (uggiosa).

 

Non sono state riflessioni serene, non mi sono rallegrato, e non ho ridimensionato il mio dolore, che purtroppo, cresce.

 

Ma non è una questione di cui ti rendo responsabile, nella mia mente. Quindi, ti prego, non prendere queste righe come un’accusa o uno sfogo cattivo.

 

La causa di tutto ciò è che ho realizzato un’altra volta, l’ennesima volta, che sarà sempre impossibile avere un qualsiasi rapporto con te.

 

E questo mi brucia in una maniera indescrivibile, perché ci ho provato. Ho provato a non pensarti come terminale del mio amore. Come oggetto di desiderio. Ho provato a prendere quelle cose che hai nel tuo carattere, e che sono bellissime, ho provato ad attingere dal tuo meraviglioso mondo interiore, a disquisire con te di tutte quelle cose che piacciono a entrambi. Ho provato a discernere la sfera amorosa, a vederti come un’amica, sincera e affezionata. E per un certo periodo ho avuto l’illusione di riuscire a “riconfigurarti” nella mia mente. Ho passato momenti bellissimi, come sempre, altri momenti “senza pretese”, ma sereni e piacevoli.

 

Per un certo periodo ho creduto che tutto ciò fosse possibile. Sinceramente, credimi.

 

Ma poi, eccolo, il demone. La gelosia.

 

Io sono geloso di te. E questo non ha giustificazione formale, quindi è inutile discuterlo logicamente. La base è maledetta, irrazionale, sfuggente ed emotiva.

 

Ti ho immaginata curiosa e affascinata di cose che sento di darti da sempre, ma che evidentemente sono solo nella mia testa.

Ti ho immaginata rasserenata dalle nostre serate tra le braccia di un altro uomo.

E ho immaginato me stesso lì, ad accudirti quando necessario e a scomparire quando opportuno.

 

Quest’ultima cosa l’ho vista mosso da un amore che non ho mai saputo spiegarti, che per qualche ragione sento divino, tanto è più forte di me.

 

Nemmeno il tempo di coccolarti nella mia mente….Arriva il fratello della gelosia. L’egoismo.

 

Ti amo ora, come ti ho sempre amata, e come ti amerò sempre. Ma credo che non ti avrò mai. Ti ho avuta, ma non ricapiterà. Ti sento ancora lontana lontana, mia adorata, e da anni ti sento sempre alla stessa distanza. Siderale.

 

Sento il tuo affetto, e sento che tu percepisci il mio come qualcosa di indefinito, un qualcosa che a tratti è bellissimo e a tratti è soffocante, freno alla tua sacrosanta libertà.

 

Mi piacerebbe, davvero, poter fare qualcosa per cambiarmi, per convogliare questo maledetto fuoco in qualcosa di più tiepido, più utile per tutti e due, ma non c’è niente da fare. Ci ho provato, amore mio, te lo giuro. Ma non ce l’ho fatta.

 

Ieri parlavo con un mio amico a proposito del concetto di lotta. Lo sai perché mi conosci, io non mi tiro mai indietro da una lotta. Ma sai anche che lo faccio perché mi piace vincere.

 

Non mi piace lottare senza motivo, ci vuole la posta, in ballo. Se poi devo perdere, soffro come un cavallo alla carrozza, ma c’è anche la sconfitta, nel concetto di lotta.

 

Quello che non ci può essere nell’ottica di una persona dotata di un minimo di sensatezza, è la lotta eterna, fine a sé stessa, senza vittoria né sconfitta.

 

Ci abbiamo provato. La lotta è finita. Ma io ti amo comunque, piccolo raggio di sole.

 

Ti auguro tutto il bene del mondo, e lo auguro anche a me. Ce lo meritiamo, secondo me. Ma, almeno per me, senza di te, la mia vita sarà sempre una vita a metà. E anche se ti ho scritto “ti amo” forse troppe volte.

 

 

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...Lo sapevate che secondo l'insegnamento esoterico islamico la conquista dell'unità comporta tre stadi?

 

Essi sono:

 

1. Scienza della certezza

2. Conquista della certezza

3. Perfetta certezza

 

Il primo stadio è la conoscenza raggiunta perseguendo la via essoterica;

Il Secondo ha natura di visione superconscia diretta;

Il terzo stadio infine, rappresenta la totale identità con l'uno.

 

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Purghe

di Hagi (06/01/2006 - 23:21)

Riporto un'Adnkronos. Lo farò anche sul mio blog Laziale, ma questa merita anche una menzione "Istituzionale".
Allucinante.

Torino - 'Colpevole' di avere espresso solidarieta' a Paolo Di Canio e di aver difeso il saluto romano con cui il giocatore laziale si rivolge ai suoi tifosi, Antonio Filoni, consigliere di Rifondazione comunista al Comune di Biella, e' stato allontanato dal partito. Nell'occhio del ciclone, una foto, scattata il 20 dicembre scorso, con cui Filoni si fa ritrarre, con il collega di Alleanza Nazionale Davide Zappala', mentre imita il gesto di Di Canio.

''Sono tifosissimo della Lazio -ha spiegato Filoni - cosi' come il mio collega di An. Abbiamo fatto questa foto e l'abbiamo diffusa con un comunicato stampa per esprimere solidarieta' al nostro idolo sportivo. Abbiamo spiegato che i giocatori devono poter salutare come vogliono, purche' siano leali, e che devono essere giudicati solo per cio' che sanno fare in campo''.

Il 21 dicembre la foto viene pubblicata sul giornale locale 'L'eco di Biella' e cominciano i problemi per Filoni, fino alla decisione definitiva comunicata ieri da Rifondazione comunista al consigliere comunale: allontanato dal partito.

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Concerto di Giorgio Conte all'Auditorium di Via Asiago

di Hagi (05/01/2006 - 13:29)

Nella grandissima puntualità di tempo e di stile che contraddistingue il mio essere in questi giorni, eccomi a scrivere una recensione su un concerto cui ho assistito un mese fa, e con un sottofondo musicale che non c'entra niente (al momento sto ascoltando Kamakiriad di Donald Fagen).

Eppure il concerto è di quelli che a noi piacciono molto: canzone d'autore di qualità, ma allo stesso tempo di nicchia, in maniera tale da non farsi cannibbalizzare all'eccesso dalla macchina dello spettacolo.

Giorgio Conte è autore molto fine. Simile al fratello (perché è il fratello), chitarristico invece che pianistico, ma con quella poesia française nel DNA tutto piemontese della famiglia. Un suo live ha fornito la colonna sonora ad un periodo lungo della vita di chi scrive, quindi lo si perdonerà se il suo giudizio sarà un po' sbilanciato. C'è da dire che, sempre chi scrive, è piuttosto esigente e severo nelle selezioni musicali. Famo a fidasse, romanamente. Ok?

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Il concerto è stato registrato (come già detto giusto un mese fa) per Radio 3 Suite, ed è andato in onda il 23 dicembre.

La Band che lo ha accompagnato è tutta di livello: Alberto Barone alla batteria, Alberto Malnati al basso, Alessio Graziani ha suonato armonica, trombone, fisarmonica, melodica e flauto, come Guglielmo Pagnozzi, il quale però, oltre al Flauto, ha suonato il Sax Soprano e il Clarinetto. Giorgio suona la chitarra. E lo fa bene.

Il concerto vola via, tra pezzi nuovi al mio orecchio e vecchi successi, tipo Una giornata al mare. Le rotaie del concerto si snodano su un duplice terreno: da una parte le storie di uomini abbandonati da donne, (Quando te ne andrai, Angiulil, la bellissima Sotto la Luna); dall'altra il Cibo (l'erba di S. Pietro - che nonostante il nome serve a fare le frittate e non si fuma, Cannelloni).

Chiude il concerto regalandoci Una Giornata al Mare, uno dei pezzi più importanti della sua carriera, e un'inedita versione di Non Sono Maddalena, la canzone portata al succeso da Rosanna Fratello (quella di Sono una Donna, non sono una Santa), e qui interpretata sottotitolando gli spunti più inclini al melodrammatico in maniera dissacratoria ed esilarante insieme.

I Bis saranno una regalata Gné Gné Gné (si sapeva, è l'ultima) e una Visione del '99 (Le Donne Ballano).

Bel concerto. Peccato non averlo segnalato per tempo, no? Forse mi avreste pure sentito cantare, dalla platea....

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di Hagi (02/01/2006 - 13:56)

Buon anno a tutti voi, e benvenuti ad un'altra puntata di Porta a Porta. Taaaaaaa.

DIN-DONNN

....A Porta a Porta:

il 2006 d.C. (del calendario Gregoriano); Buonasera, 2006, che intenzioni abbiamo, cosa ci porterà di nuo....

DIN-DONNN

A Porta a Porta: il 2759 a.U.c e il 2782 dalla Prima Olimpiade! Benvenuti, accomodatevi sulla poltrona, Calendario Romano, stia buono, non cerchi di conquistare il Ponto, è tardi, oggi è già Turc........

DIN-DONNN

A Porta  a Porta: il 5767 dell'anno ebraico e il 1427 dall'Egira! BUoooni, state buoni, non litigate, lasciate perdere il calendario romano, che quello poi s'incazz......

DIN-DONNN

A Porta a Porta (non so dove metterli):

il 1723 del calendario Copto (il capodanno lo hanno passato il 29 agosto del calendario Giuliano, quindi - guarda un po' - l'11 settembre del Gregoriano), il 4643 del calendario Lunare Cinese e il 5120 del calendario Maya

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Quanta bella gioventu'! Un sacco di anni tutti nuovi nuovi, e giovani, freschi e pieni di vita. Perché è così, no? Nel senso, chissà quante belle novità ci porteranno, tutti quanti insieme. Nello specifico, io confido molto nel calendario a.U.c. Secondo me è quello migliore di tutti. Oggi, in ritardo, vedrò di formalizzare i buoni propositi per l'anno nuovo. Li ho impostati tre volte,e non ne ho finalizzato manco uno...Vedremo un po' di fissare un qualche percorso. Nel frattempo, auguro ai tre lettori di questo blog (mia Madre non sa usare il computer, sennò - forse - sarebbero stati addirittura quattro) un anno pregno di begli umori, madido di gioia e inniettato di felicità. Noi ci si vede in giro. O sotto forma di Pixel, oppure in carne e ossa. Se mi venite a vedere suonare. Un Bacio pieno di Wishes!

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