Qualcosa sulla ricerca
Adesso invece (giornata dannatamente lunga) voglio fermare questo dannato tarlo della ricerca.
La ricerca anima l'uomo. La ricerca è il soffio vitale di ogni civiltà. La ricerca è arte e scienza, temporale e spirituale, mistica e politica, religione e laicità.
La ricerca fa bene alla collettività. Tutto chiaro. Fin troppo. Il fatto è che al SINGOLO la ricerca fa male.
Attenzione a non confondere i frutti della ricerca con il suo tormentato divenire. La ricerca è sofferenza, superata (e qui sta la grandezza) grazie ad una fermezza fuori norma, necessaria per sostenerne lo sforzo.
Il punto critico del ragionamento è questo: nella società occidentale, sempre più omologata al modello statunitense, il sacrificio del singolo non ha quel peso etico ricoperto ad altre latitudini. Il modello capitalistico a base individuale si basa su una certa tipologia di individuo-consumatore, il quale tende - ed è portato a tendere dal sistema sociale - all'egoismo. E' una penetrazione piuttosto profonda, ramificata anche nei tessuti sociali più primordiali, come la famiglia; colpisce - in molti casi - anche chi se ne crede immune.
Allora, calato nella realtà contestualizzata al qui e adesso il senso della ricerca appare profondamente cambiato. Il senso della rinuncia non ha quel sostegno sociale necessario per poter vedere - nei limitati orizzonti garantiti dall'eccesivo inurbamento - la convenienza del gesto. Quindi, oggi più di ieri, cercare è difficile e tortuoso. Bisogna tenere il punto con ostinazione. Riuscire a ragionare fuori sincrono con il tempo che viviamo.
Incubi
Gli Incubi.
L'incubo è maledetto, perché scavalca tutte le dighe che la nostra coscienza frappone tra le nostre paure e il mondo che ci circonda. Così succede che a volte uno va a dormire, e si trova assediato dalle situazioni più temute; prova in maniera profonda tutte quelle situazioni per cui, in stato di veglia, lavora alacremente al fine di evitarle. Quando ciò accade, lo sfigato in questione si sveglia, e si trova a fare i conti con le riflessioni arrivate assieme al sogno. Non è bello. Forse sarà costruttivo. Insegnerà ad elaborare lutti. Permetterà una crescita più equilibrata. Forgerà il carattere in senso più nobile. Però -cazzo - è brutto assai. Lascia per tutto il giorno l'agghiacciante sensazione di camminare continuamente su un diaframma di pietra lavica sottile come un wafer, sospeso sopra un abisso. Ma poi ti rendi conto che l'incubo vero è cominciato appena, perché ti accorgi che manca qualcuno, quel qualcuno che sai che c'è sempre. E tutto il peso di quel vuoto - certi vuoti assoluti pesano anche in fisica - ricade sulle tue spalle. Forse sarà costruttivo. Insegnerà ad elaborare lutti. Permetterà una crescita più equilibrata. Forgerà il carattere in senso più nobile. Forse.






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